Un’innovazione che reinventa le cellule adibite al trasporto dell’ossigeno nel nostro organismo, gli eritrociti, trasformandoli in veicoli di farmaci o terapie per il trattamento di malattie rare.

EryDel, spin-off dell’Università di Urbino, ha saputo realizzare un dispositivo di somministrazione di farmaci partendo dalle cellule del sangue del paziente. Attraverso una tecnologia chiara e semplice nell’utilizzo, che consiste di un sistema specializzato (Red Cell Loader), un kit sterile monouso (EryKit) e tre specifiche soluzioni, le cellule prelevate vengono sottoposte a un processo attraverso cui possono essere trasferite e incapsulate: piccole molecole, anche a fini diagnostici, e proteine come enzimi terapeutici.

Le cellule sono, in seguito, immediatamente re-infuse nei pazienti fornendo: una emivita prolungata del farmaco in circolazione, una ridotta immunogenicità, una migliore tollerabilità e una distribuzione vascolare prevedibile.

La startup italiana conta già diversi studi, preclinici e clinici, in corso; tra le patologie prese in esame si ritrovano la fenilchetonuria (PKU), la encefalomiopatia neurogastrointestinale mitocondriale (MNGIE) e il deficit di guanidinoacetato metiltransferasi (GAMT). In particolare, il trattamento EryDex è già in fase 3 di un trial clinico per la malattia rara neurodegenerativa atassia telangectasia (AT), che prima d’ora non poteva vantare alcun trattamento farmacologico.