Grazie a tre dispositivi medici pensati per accompagnare i fisioterapisti nella loro quotidianità, rivolti ai pazienti che necessitano di interventi di riabilitazione, in seguito a problemi neurologici, ortopedici o sportivi.

Un approccio basato sul concetto di “biofeedback”, il cui significato è quello di retroazione biologica, ovvero un sistema che, attraverso l’utilizzo di apparecchiature specifiche, trasmette al paziente informazioni sulle sue funzioni fisiologiche e motorie così da poterlo aiutare nella comprensione della propria efficienza.

Su questo principio è basato Riablo, il primo dispositivo medico realizzato dalla startup italiana. Dotato di sensori inerziali indossabili, è in grado di raccogliere dati fornendo in tempo reale, al paziente che sta eseguendo gli esercizi, indicazioni visivo-uditive sotto forma di videogioco aiutandolo a eseguire i movimenti prestabiliti. Un approccio che ben si presta nei casi in cui è stato rilevato un danno neurologico, come un ictus, o in condizioni patologiche quali il Parkinson, sclerosi multipla o Alzheimer. Ma non solo, è indicato anche per pazienti con traumi alla spalla, lesioni spinali, pazienti ortopedici.

Esercizi di riabilitazione che possono essere eseguiti comodamente nelle proprie case, grazie al secondo dispositivo medico Kari;di facile utilizzo, l’applicazione permette al fisioterapista di seguire anche da remoto le prestazioni dei propri pazienti.

Infine con il dispositivo Back to action, si può ritornare in campo dopo l’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA). Ideato in collaborazione con il Fifa Medical Center dell’Austria, vengono valutate le performance degli arti inferiori in termini di equilibrio, forza, agilità e velocità, ponendo a confronto i risultati con oltre 450 valori normativi di soggetti mai infortunati per tutte le fasce di età e genere.